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Thursday, June 16, 2011

la Pioggia nel pineto









Tempo pazzerello a Milano. La mattina sole, nel primo pomeriggio caldo estivo e poi improvvisamente. Pioggia. Pioggia forte. Fortissima. Acquazzone. Grandine. Dieci minuti di pura follia e poi tutto finisce in un attimo: le nuvole si diradano e spuntano il sole e l’arcobaleno. E cosi per uno, due, tre, tanti tantissimi giorni.
La pioggia lava i colori, li tira fuori. Il verde grigiastro delle foglie diventa verde brillante, gli odori nascosti dalla città tornano fuori e tutto sembra respirare.
Il mio balcone si è allagato e io mi diverto ad uscire a piedi nudi e riempirmi di pioggia. Putrtroppo sono in città, penso a quanto sarebbe bello essere in un bosco. O In una pineta come quella di D’annunzio. Sdraiarmi nuda in mezzo al fango, farmi ricoprire dalla pioggia e sentire i profumi, sentire i colori, le note. Diventare della stessa natura degli alberi del bosco.

Mi accorgo pian piano che restando ad ascoltare posso vivere la pineta anche dalla mia camera. E allora guardo questa bellissima pioggia dalla finestra e mi faccio invadere dal suo romanticismo.
Rivivo “la pioggia nel pineto” davanti alla finestra di camera mia, rivivo la sua intimità sotto le coperte, ascoltando il suo tintinnio; mi immagino di galleggiare, di bagnarmi, piango gocce di pioggia. Fluttuo in un mare di pioggia. La poesia di pioggia diventa ricordo e racchiude il presente. Mi sembra di essere talmente immersa nella vegetazione da diventare parte della vita del bosco, quasi come fossi una pianta.
Dopo la pioggia mi sento pulita e mi sembra di respirare davvero.

1 comments:

Federico said...

bellissimi...bellissimo...